Colleoni Arte presenta: Aldo Salvadori

Questo che andiamo a celebrare è un omaggio ad un grande artista ed a coloro che negli ultimi anni sono stati amici, anche collaborando artisticamente con Lui. La cultura di Aldo Salvadori era vastissima (vorrei ricordare i 4600 volumi donati alla “Fon- dazione Ragghianti”) e conosceva perfettamente pregi e difetti dei pittori e degli scultori con cui veniva a contatto.
Di tutti, con tono pacato, esaltava la qualità primaria del tratto e del colore o l’abilità di composizione. Memorabile la sua amicizia con Giorgio Morandi. Nella mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo nel 1999, erano esposte, in una bacheca, molte lettere del fitto carteggio avvenuto negli anni tra i due Artisti. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale lavorò con Giacomo Manzù per l’esecuzione di un mosaico per il Tempio della Vittoria di Milano e la loro amicizia si cementò nel tempo. Vorremo sottolineare soprattutto una cosa: Aldo Salvadori non amava dire “io conosco questo o quell’altro” ma custodiva dentro di sé la sue amicizie e gli incontri e, quando ne parlava, gli brillavano gli occhi e diceva con tono pacato quello che lo interessava dell’ar- tista.
Di De Pisis ricordava sorridendo il periodo veneziano (primi anni ’40) e di Gentilini amava dire “quando andavo a Roma ero ospite a casa sua”. Dei suoi rapporti con i nostri Bergamaschi non si sa molto, però vi sono libri con dediche affettuose, come ad Alberto Vitali ed Ernesto Quarti. Non si fanno quelle dediche se non conosci bene l’artista. Trento Longaretti frequentava negli ultimi anni la casa di Aldo Salvadori in via Sudorno e, sinceramente, vederli insieme parlare di tutto erano molto bello.

Grazie Aldo Salvadori, grazie per tutte le emozioni che ci hai saputo dare ogni volta che ti incontravamo. Ti portiamo sempre nel cuore.

 

 

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